“La vita non è come dovrebbe essere. E’ quella che è. E’ il modo in cui l’affronti che fa la differenza.”
Quando si parla di inutili piagnistei mi piace spesso citare questa frase di Virginia Satir, una psicoterapeuta straordinaria che ha contribuito alla nascita della Programmazione Neurolinguistica.
A chi non ha mai sentito parlare di PNL sono felice di far sapere che si tratta di un metodo di comunicazione davvero efficace studiato e co-creato da Richard Bandler e John Grinder con lo scopo di insegnare alle persone come cambiare i propri pensieri e comportamenti per aiutarli a raggiungere i risultati desiderati.
E’ proprio grazie allo studio della PNL, approfondita al fine di specializzarmi nella miglior tecnica usata nel “Coaching” finora sperimentata, che anche io ho imparato a sostituire la lamentela con l’azione, o meglio la re-azione.
Come anticipato poco fa, infatti, il segreto per riuscire ad affrontare con coraggio e determinazione situazioni difficili che non dipendono da noi, è quello di intervenire proprio sul nostro atteggiamento.
La PNL insegna che ogni comportamento ha una struttura e che questa può essere estrapolata, modellata, imparata, insegnata e persino cambiata in base a ciò che più riteniamo utile ed efficace per raggiungere i nostri obiettivi.
Purtroppo mi capita spessissimo di sentire persone lamentarsi di un sacco di cose diverse.
C’è chi se la prende con il marito o la moglie, chi ce l’ha con la commessa poco disponibile o il cameriere lento, chi con il capo che non ha concesso le ferie o una promozione, chi con il collega troppo competitivo, chi con il governo che non sa governare, chi con le maestre dei propri figli e chi direttamente con il Ministro dell’Istruzione.
Potrei riempire pagine intere di lamentele simili a queste, perché poi diciamocelo, di base la struttura delle lamentele è sempre la stessa.
Ci sono quelli a cui piace dare sempre la colpa delle proprie insoddisfazioni a qualcun altro, quelli che vanno avanti a “se” e “ma” e quelli che hanno sempre le tasche piene di scuse e vuote di soluzioni.
È per questo che mi piace tanto la frase di Virginia Satir, perché mi ricorda che piangersi addosso è inutile, che stare lì a lamentarsi e basta non ti porta da nessuna parte.
Non discuto che per qualcuno la vita possa essere davvero dura. Ho passato anche io periodi impegnativi e mi rendo conto che non sono state date a tutti le stesse opportunità; è anche vero che passare il tempo a lamentarci per quello che la vita ci ha riservato o per quello che non ci ha concesso, è davvero poco utile. Ora lo so che ti starai domandando “ e quindi? cos’è più utile fare al posto di lamentarsi?”.
Prosegui la lettura del mio blog e scopri tutto quello che c’è da sapere sull’atteggiamento e sul cambiare il proprio approccio alle difficoltà quotidiane.

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